Cenni Storici
Il convento di Sant’Antonio di Padova sorge su un’altura non lontano dalla torre degli Orlandi, alle pendici del monte Petrarvella a circa 650 m. s.l.m.; dallo stesso si gode di una delle più belle vedute del Lago Trasimeno, si conserva integro nell’aspetto, dal cortile ad alcuni vani dell’antico monastero e l’annessa semplice chiesa.
Nell'”Umbria Serafica” di Agostino da Stroncone si legge che Filippo Baglioni, signore e conte di Paciano, nel 1496, offrì al Capitolo della Porziuncola il sito per l’erezione di un Convento per i frati Osservanti.
Il 16 luglio dello stesso anno Alessandro VI, come conferma la Bolla papale, autorizzò la costruzione del Convento, sul luogo ove esisteva un romitorio dedicato a S. Antonio, con la Chiesa da dedicarsi a Sant’Antonio da Padova dotata di campanile con campana, cimitero, dormitorio, refettorio, chiostro, orti e rispettive officine.
Il convento fu costruito a spese dei cittadini di Panicale e Paciano su disegno dei francescani dell’isola Maggiore nel luogo ove sorgevano le carceri di Pacciano vecchio ceduto da Filippo Baglioni signore e conte di Paciano.
Tale Convento godeva di tutti gli indulti e privilegi spettanti alle altre case religiose dell’Ordine.
A seguito dell’occupazione francese il Convento fu demaniato il 15 ottobre 1810 ed il giorno 20 tutti i religiosi furono allontanati.
Venne riaperto da padre Eugenio di Vico il 18 novembre 1816; i frati vennero poi nuovamente espulsi ed il Convento definitivamente demaniato il 24 marzo 1864.
Da questo momento in poi la struttura venne adibita ad uso agricolo trasformato in casa colonica e relative stalle per gli animali.
In data 30 aprile 1993 il convento è stato dichiarato “immobile di interesse particolare” con decreto del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali.
Aspetto
La chiesa, ora sconsacrata, è di tipo basilicale ad una sola navata coperta da volte a crociera in mattoni impostate su costoloni terminanti su pennacchi.
La copertura è costituita da tetto a capanna sorretto da capriate originariamente il legno di quercia.
La facciata che vediamo oggi è stata recuperata alla sua originaria forma dopo che nel tempo aveva subito la tamponatura del rosone centrale, l’apertura di due finestre rettangolari e la probabile demolizione del portichetto anteriore.
Il restauro del 2004 ha fatto si che le finestre siano state chiuse mentre è stato riaperto il rosone centrale, ridonando così alla facciata quella semplicità di stile che caratterizzava l’impianto originale.
Qui era esposta la Pala dei Francescani di Paciano, realizzata nel 1517 da Luca Signorelli, completa di predella e cornice; nella ex chiesa se ne conserva un’immagine così come si trovava prima del recente restauro.
La pala passò al Comune di Paciano che lo vendette a quello di Perugia nel 1865 e oggi si può ammirare presso la Galleria Nazionale dell’Umbria.
Il chiostro conserva il suo primitivo fascino con al centro il pozzo per la riserva idrica come era in origine.
Oggi la struttura è stata trasformata in agriturismo e casa comunale per lo svolgimento di matrimoni civili (https://www.agriturismoifrati.com/).
Nota di ringraziamento
Si ringrazia vivamente la famiglia Notai Biavati che da 7 generazioni esercitano tale attività e al momento risultano i proprietari della struttura, in particolare ringrazio Mario Biavati che mi ha permesso di documentare fotograficamente gli ambienti, mi ha concesso l’autorizzazione alla pubblicazione e che pazientemente mi ha accompagnato nella visita.
Fonti documentative
https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=39567
http://san.beniculturali.it/web/san/dettaglio-soggetto-produttore?id=11180
http://www.umbria.website/content/convento-di-sant-antonio-da-padova-pacciano-vecchio-paciano
Mappa
Link alle coordinate: 43.023326 12.083481